asilo si inizia
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Asilo Nido si comincia

Abbiate fiducia della struttura e delle insegnanti, e anche i vostri figli si sentiranno in un posto sicuro.

I bambini capiscono, anche il linguaggio non verbale e i genitori questo devono ricordarselo.

Fidarsi…difficile, soprattutto di questi tempi con la cronaca che non aiuta.

Osservate SEMPRE i vostri figli, solo loro conoscono la verità e attenzione a questi segnali:

  • Fanno giochi troppo violenti o punitivi. Insorgenza apparentemente immotivata di nuove paure e ansie.
  • Insorgenza di manie e ossessioni.
  • Frequenti sbalzi d’umore e reazioni esagerate. Insorgenza di tic e gesti tipici delle situazioni d’ansia.
  • Enuresi ed encopresi (rispettivamente bimbi che tornano a farsi la pipì addosso sia nelle ore diurne che notturne e difficoltà a trattenere le feci).
  • Insonnia e disturbi del sonno.
  • Anoressia, bulimia e disturbi dell’alimentazione. Ansia da separazione.
  • Disturbo dell’attaccamento.
  • Mutismo selettivo.
  • Pianti inconsolabili per motivazioni apparentemente futili.

Istinto materno, quella vocina che da un momento all’altro ci suggerisce cosa fare? Ebbene, ascoltiamola e seguiamola perché raramente sbaglia.

Dopo questa premessa, per trovare il migliore nido per vostro figlio:

  1. Andate agli Open Day dei diversi asili nidi per voi comodamente raggiungibili.
  2. Valutate le diverse opzioni: nidi pubblici, privati, micronido (asilo nido più piccolo, può accogliere al massimo 10 bambini, ma in alcune regioni si arriva anche a 20, mentre un asilo nido normale ne può ospitare fino a 70, i nidi famiglia o tagesmutter (composto da un piccolo gruppo di bambini, in genere non più di 5, che vengono accolti in una casa privata).
  3. Cercate in internet, parlate con altri genitori, informatevi sulle referenze delle maestre.
  4. Verificate sul sito web del nido, quale sia il loro Progetto educativo, che potete trovare all’interno della Carta dei Servizi, ciò che è scritto, è rispettato nella pratica?
  5. Dovrebbe esserci 1 educatrice ogni 5 bambini sotto i 12 mesi, e 1 educatrice ogni 8 bambini tra 1 e 2 anni.
In alcuni nidi è prevista anche la presenza del pediatra e dello psicologo per le famiglie.

La prima impressione conta!

Come ti senti quando entri nel nido?

L’ambiente è accogliente, lo spazio è confortevole, spazi grandi, luminosi, colorati, puliti, c’è un giardino…etc?

Che attività fanno? Cosa mangiano?

Valutate i costi.

Nei nidi comunali paghi un contributo che dipende dall’ISEE della famiglia (madre e padre, anche se non conviventi).

Agite per tempo, i comuni richiedono la compilazione della domanda con pagamento di una quota di iscrizione che vi verrà poi restituita, se la domanda viene presentata troppo tardi si rischia di rimanere fuori dalle liste o comunque l’ingresso al nido verrà posticipato.

Se hai un reddito medio-alto, potrebbe non esserci molta differenza di costo tra nido privato e nido comunale.

Per vedere quanto pagheresti al nido comunale puoi fare una simulazione sul sito del comune oppure chiedere all’ufficio dedicato alla scuola.

Quando confronti il costo dei diversi nidi, valuta anche i costi nascosti: nel nido privato puoi stabilire un prezzo diverso a seconda dell’orario di uscita, alcuni nidi forniscono pannolini e salviettine umidificate, mentre in altri devi portare tutto tu.

Che sia pubblico o privato, il costo dell’asilo nido può essere detratto quando fai la dichiarazione dei redditi.

Oppure, in alternativa, puoi richiedere il bonus asilo nido (vi rimando all’articolo “bonus nido 2019”

Hai scelto la struttura?

Pronta?

Più che “inserimento” che richiama, l’inclusione di un nuovo elemento, in un insieme già completo e compiuto, utilizzerei la parola “ambientamento”, che identifica meglio l’accoglienza.

La difficoltà dell’accoglienza, è che tutte le figure entrano in relazione, aggiustandosi vicendevolmente, in un tempo e in uno spazio da costruire su bisogni differenti.

Fondamentale un ingresso graduale della durata non inferiore alle due settimane.

Anche se alcuni bambini sembrano sereni, è meglio non accelerare i tempi, la crisi potrebbe arrivare successivamente.

Per aiutare i piccoli ad ambientarsi, inoltre, è consigliato fargli portare con sé un oggetto conosciuto al quale sono affezionati (OGGETTO TRANSITORIO), ed il ciuccio.

Anche se piccoli, i vostri bambini vi ascoltano e capiscono, quindi parlategli, raccontate cosa stanno per affrontare: “Domani inizierai l’asilo, è un luogo pieno di giocattoli e di tanti altri bambini con cui fare amicizia!

La mamma andrà al lavoro, poi verrà a prenderti!”

Il saluto è fondamentale sempre.

Dopo averlo accompagnato…

Immaginate come potrebbe sentirsi il piccolo, che magari si è distratto un attimo, quando, voltandosi, non vi trova più.

Si sentirà abbandonato in un posto sconosciuto e quello sarebbe il vero trauma.

Quando andate a prenderlo, anche se potrebbe ignorarvi o piangere, salutatelo serenamente e rassicuratelo, dicendogli: “Torno sempre da te, sono felice ora, che siamo nuovamente insieme”.

In ogni asilo nido c’è una sorta di schema da rispettare per aiutare il bambino ad ambientarsi serenamente.

Ogni bimbo è diverso dall’altro per cui queste indicazioni potrebbe subire variazioni a seconda delle reazioni del bambino e della mamma.

Generalmente è così composta,

Primo giorno:

si accompagna il piccolo al nido per 30 minuti e gioca insieme alla mamma.

Secondo giorno:

sempre 30 minuti di permanenza al nido, però la mamma si allontana per 15 minuti.

Terzo giorno:

Si accompagna il bimbo al nido, affidandolo alle cure della maestra per un ora, al termine della quale l’educatrice informa la mamma dell’andamento dell’inserimento, se il bimbo è sereno può rimanere fino all’ora di pranzo (pranzo escluso) il giorno successivo, se tutto procede tranquillamente, i giorni a seguire il bambino si fermerà al nido anche per il riposino pomeridiano.

Regole base:

Rispettare i tempi del bambino.

Portatelo al nido per un paio d’ore, senza la fretta di lasciarlo subito per tutto il giorno.

Evitate, di lasciarlo a scuola durante il pasto o il riposo pomeridiano fino a che non si è inserito.

Età più giusta per il nido?

Alcuni esperti psicoterapeuti infantili sostengono che fino ai 18 mesi i piccoli non dovrebbero abbandonare ancora il contesto familiare, composto dai genitori e dai parenti più prossimi, come ad esempio i nonni materni e paterni.

La spiegazione che viene fornita riguarda la capacità dei piccoli di interagire con i loro pari età, che si svilupperebbe proprio intorno all’anno e mezzo di vita: prima di questa data il bambino è completamente dipendente dalla madre e un distacco precoce potrebbe turbarlo e interrompere il contatto fisico costante che c’è stato fino a quel momento tra le mura domestiche.

Cercate di evitare al piccolo la sofferenza di un distacco nei primi sei mesi di vita, periodo in cui il bimbo è legato alla mamma, ne riconosce l’odore e ha bisogno di un contatto fisico costante.

Pensate che solo intorno all’ottavo mese, impara a distinguere i volti familiari da quelli estranei.

Michela Turzi

One Comment

  • ilnostrobambino

    Il nido facilita questo aspetto..
    Nell’interazione con le altre bambine e bambini il piccolo inizia anche il riconoscimento con sé stesso, la fuoriuscita dalla necessaria fase di ipertrofia narcisistica e onnipotente e incomincia a imparare le forme di autoregolazione sociale. Non per niente è proprio al nido fra i 18 e i 36 mesi che il bambino ha maggiore capacità di gestire autonomamente i contrasti con i suoi coetanei. Da questo punto di vista uno dei vantaggi più espliciti è proprio il rafforzamento delle competenze linguistiche, in quanto la necessità di comunicare con i propri coetanei consente ai bambini di uscire da quelle forme di comunicazione adulto-bambino eccessivamente protettive, che gli impediscono di attivare tutto ciò che hanno imparato e che è invece indispensabile utilizzare per comunicare efficacemente e giocare con altri bambini.

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