bullismo
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BULLISMO: RICONOSCERLO E DIFENDERSI

BULLISMO PSICOLOGIA

Olweus, uno dei massimi esperti in materia di bullismo, esplicita la definizione:

“Uno studente è oggetto di bullismo, ovvero è prevaricato e vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni”(Olweus, 1996).

Olweus descrive 3 caratteristiche tipiche:

L’ intenzionalità: Il comportamento ha come preciso scopo il creare nocumento all’altra persona.

La sistematicità: Il fenomeno si ripete nel tempo con caratteristiche di costanza e perseveranza.

L’ asimmetria di potere: Nella relazione il bullo si trova in una situazione privilegiata di forza mentre la vittima è costretta a subire in quanto, per diversi motivi,  incapace di difendersi. (Olweus, 1993; Coie e Dodge, 1998; Smith et al.,1999).

Olweus descrive lo scenario e le figure coinvolte:

Il bullo: E’ caratterizzato da marcata aggressività verso gli altri (indipendentemente che siano coetanei o adulti), da scarsa empatia ed è mosso da una marcata necessità di dominio sugli altri. (Coie et al., 1991; Boulton e Underwood, 1992).

La vittima: Di solito è caratterizzata da ansia, insicurezza e uno scarso senso di autostima e autoefficacia.

Ciò implica una visione negativistica di sé e delle proprie competenze (Olweus, 1993; Perry,

Kusel e Perry, 1988; Kochenderfer e Ladd, 1997).

Gli spettatori o pubblico: Si tratta di coloro che, pur non essendo coinvolti direttamente nel fenomeno, ne sono consapevoli.

Osservano le dinamiche senza intervenire in alcun modo nell’aiutare la vittima.

BULLISMO

Dal inglese “Bullying” che nasce dal termine “mobbing” ovvero assalire tumultuosamente e in massa, quindi un comportamento di aggressione del branco nei confronti di un animale isolato che viene escluso dalla comunità e spesso condotto alla morte.

Il comportamento del bullo non provoca solamente ferite esteriori che potrebbero quindi essere ben riconosciute, sanzionando e punendo il comportamento, ma provoca in chi lo subisce, pressioni psicologiche devastanti, umiliazioni, che portano la vittima a chiudersi in se stesso, a non reagire, a subire quindi ferite interiori ancora più gravi di quelle esteriori. Queste ferite non sono di facile individuazione e rendono quindi questo fenomeno difficile da debellare.

Il bullo tende a perpetrare tale comportamento che lo fa sentire più forte, più sicuro di se, in realtà colui che attua questo tipo di comportamento è molto più debole di chi gli sta davanti.

Il fenomeno del bullismo prende una piega ancora peggiore quando ad attuarlo non è più una sola persona ma un gruppo, in questo caso il gruppo si da man forte l’uno con l’altro, il più carismatico trascina gli altri in una catena di violenza fisica e psicologica che fa sentire tutto il gruppo invincibile, ai danni della povera vittima che diventa valvola di sfogo di persone deboli e codarde.

BULLISMO RELAZIONALE

E’ volto all’isolamento della vittima che viene esclusa da tutti i gruppi sociali, con scritte minacciose, isolata totalmente dall’intero gruppo, oggetto di offese continue, umiliazioni e aggressioni psicologiche, con frasi del tipo “Ti odiano tutti”; “ucciditi”; “sarebbe stato meglio per tutti se non fossi mai nato”, etc.).

In quest’ultima categoria rientra anche il cyberbullismo che ricalca le stesse dinamiche ma in maniera ancora più efferata in quanto digitale e impersonale.

CYBERBULLSIMO RIFLESSIONI

Internet è diventato il mondo del bullismo 2.0, ancora più spietato perché senza alcun tipo di controllo, nel bullismo digitale non c’è l’amico che può arrivare in soccorso, non c’è il professore o il genitore che assiste in diretta e può intervenire all’istante, nel mondo digitale il bullo si nasconde dietro ad un computer, si sente ancora più sicuro perché protetto dalla rete, ma i colpi inferti dal cyber bullismo possono essere ancora più spietati e dolorosi di quelli inferti nel mondo reale, qui tutto ciò che viene scritto rimano e viene fotografato dalla rete, l’atto di bullismo perpetrato su internet ha una visibilità nettamente più alta e nulla può la vittima, ancora più sola e impotente.

Il mondo digitale, il mondo di internet diventa per la vittima del bullismo una rete da cui è quasi impossibile scappare e che deve portare ad una riflessione attenta e scrupolosa, da parte di tutti, genitori, educatori e legiferatori, che devono sentirsi obbligati a diventare parte attiva controllando, educando e garantendo leggi chiare ed efficaci.

BULLISMO CONSEGUENZE

Le conseguenza del bullismo sulla vittima possono essere devastanti, arrivando fino al gesto estremo, questo perché il bullo o gruppo di bulli, si impossessa della vita della vittima, portandola a provare sensazioni di terrore, inadeguatezza, andando a martellare più che il lato fisico, che non si vuole assolutamente sottovalutare, il lato psicologico, quel lato che se incrinato, se logorato, può portare la persona che ha subito atti di bullismo a non riprendersi, a non trovare vie di uscita, vedendo come soluzione ai suoi problemi il gesto estremo, i bulli sono quindi responsabili attivi delle conseguenze generate.

BULLISMO REATO

E’ stata approvata La Legge: Se il Bullo insiste sarà tolto alla famiglia.

Attivato il Numero Verde per le vittime 114

Approvata dalla commissione Giustizia della Camera la legge che prevede che un minore che compie atti di bullismo e non modifica i suoi atteggiamenti neanche dopo la rieducazione può essere allontanato dalla famiglia.

Se restare con i genitori è controproducente, il soggetto sarà preso in affido da una casa famiglia.

La stessa legge punisce con multe i genitori che non mandano i figli alla scuola dell’obbligo.

BULLISMO FISICO

Il bullismo fisico è generalmente visibile da occhi esterni perché tende a lasciare nella vittima segni evidenti ma non è sempre così, ad esempio lo “swirling”, ovvero la pratica di spingere la testa del malcapitato dentro al gabinetto non è solo estremamente umiliante e pericoloso ma chi lo subisce non riporta segni evidenti sul corpo che rendono il riconoscimento dell’atto di bullismo immediato.

La stessa cosa vale per percosse reiterate che vanno si a recare un dolore fisico ma che normalmente non lasciano segni evidenti, ma minano dall’interno la stabilità emotiva della vittima.

BULLISMO VERBALE

Il bullismo verbale non va assolutamente sottovalutato, si dice che “una parola può ferire più di uno schiaffo”, e negli atti di bullismo può davvero ferire più di una percossa fisica, le parole, le umiliazioni portano all’annullamento psicologico della vittima, i continui insulti, pettegolezzi che screditano appositamente la vittima al solo fine di farla soffrire e vergognare, derisioni continue,

portano la vittima di bullismo a non riuscire reagire ma ancor peggio non sono di facile individuazione e dunque oltre ad essere bersagliata da offese ed umiliazioni continue non ha la forza di far vedere all’esterno quanto succede, chiudendosi in se stesso e rinunciando nella ricerca di aiuto, la povera vittima perde quindi la speranza portandola alla ricerca di gesti estremi per risolvere il problema.

BULLISMO A SCUOLA

La scuola è uno dei luoghi in cui il bullismo si diffonde maggiormente, i ragazzini vivono intere giornate insieme e possono in gruppo acquisire quella forza necessaria ad attuare comportamenti di aggressivi ed umilianti verso i loro coetanei più deboli, tale comportamento non è perpetrato solo da gruppi ma anche da singoli, questi comportamenti provocano nella vittima oltre al dolore fisico e psicologico, un rifiuto verso la scuola stessa, portandola ad isolamento sociale.

Gli smartphone portano poi questi atti di bullismo ad essere ripresi, fotografati portati sulla rete dove assumono una valenza ancora più pericolosa e già vista in paragrafo in precedenza in questo articolo.

Il ruolo dell’insegnante, di tutti i collaboratori scolastici e dei genitori diventa fondamentale per prevenire questi comportamento stroncandoli sul nascere, va insegnato fin da piccoli il rispetto verso gli altri, vanno incoraggiati tutti i bambini e ragazzini a denunciare qualsiasi atto di bullismo, facendogli capire che non c’è nulla di cui vergognarsi e che denunciare è un atto di grande coraggio che va premiato, va insegnato che si vive in comunità e che non serve per forza subire in prima persona per denunciare, ma vanno sostenuti anche gli altri, incoraggiandoli a denunciare o facendolo al loro posto, e includendo quel ragazzino che ha subito tutto questo nel proprio gruppo per fargli capire che non è solo e renderlo parte di un gruppo sociale che gli darà più forza ad affrontare le aggressioni in modo pacifico ma senza chiudersi in se stesso.

BULLISMO NUMERO VERDE

Inaugurato un numero verde per le vittime di bullismo, il 114.

Se il bullo è maggiorenne andrà in contro a pene simili allo stalking, che vanno dai sei mesi a quattro anni di reclusione, mentre se è un minore è previsto un percorso di rieducazione.

Chiunque potrà denunciare casi di bullismo al Procuratore, che a sua volta li sottoporrà al Tribunale dei Minori.

Il giudice aprirà un procedimento per fissare gli obiettivi del percorso riabilitativo, i dettagli del progetto verranno invece stabiliti dai servizi sociali assieme alla famiglia del soggetto.

Alla fine del percorso il tribunale riceverà dai servizi sociali una valutazione che stabilirà se la riabilitazione deve proseguire o meno.

Se i provvedimenti appaiano inadeguati, si potrà disporre il collocamento del minore in una comunità.

E’ possibile anche rivolgersi anche ad un apposito numero verde 800.66.96.96, o all’indirizzo email bullismo@istruzione.it.

BULLISMO CONSIGLI PRATICI PER GENITORI

Spesso i genitori si chiedono, “come dovrebbe reagire mio figlio?”:

  • Non avere reazioni violente a scopo di vendetta, di solito non sono utili e portano ad un peggioramento della situazione.
    • Sforzarsi di mantenere la calma.
  • I bulli hanno come scopo provocare reazioni ed umiliazioni e il soddisfacimento di questo loro bisogno li porta a reiterare tale comportamento.
    • Il non ottenimento di questa reazione potrebbe farli desistere.
  • Ricordarsi che non si è soli.
  • Il bullismo non è una situazione che la vittima deve affrontare da sola, riguarda anche i genitori e istituzione scolastica.
    • Dunque non bisogna aver paura di parlarne con quanti più adulti di riferimento possibili.
  • Evitare di frequentare gli stessi posti del bullo e cercare di essere quanto più possibile sempre in compagnia e mai soli.
  • Quando si risponde al bullo farlo sempre in modo determinato, fermo ed assertivo.
  • Non rispondere in modo aggressivo, ma nemmeno in modo sottomesso;
  • Cercare di volgere a vostro favore i commenti negativi del bullo.
  • Coltivare quante più amicizie possibili dentro e fuori la scuola.
  • Avere degli amici che vi vogliono bene e che sono dalla vostra parte vi aiuterà a non cedere emotivamente.
  • A volte, in qualche caso, l’autoironia si dimostra essere nostra alleata.
  • Parlatene, parlatene sempre.
  • Non cedete ai ricatti dei bulli.
  • Se non ne parlate, nessuno può aiutarvi. E la via d’uscita esiste, la si trova insieme, parlandone con gli adulti di cui più vi fidate.

Michela Turzi e ilnostrobambino

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