calzini spaiti - giornata diversità
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Calzini Spaiati – Giornata della diversità

Metafora della diversità:

Tutti diversi, tutti uguali, tutti importanti, Primo Venerdì di Febbraio, giornata dei calzini spaiati.

Proprio oggi, ho scoperto che la Giornata Mondiale dei calzini spaiati, si festeggia ogni anno, il primo venerdì di Febbraio, per celebrare la diversità.

Solo, intristito, scolorito.

I calzini spaiati

Il tragico destino di un calzino spaiato, rimane lì, nel fondo di un cassetto, in attesa che il suo gemello faccia ritorno.

Ma a volte niente, il calzino spaiato ha buone probabilità che rimarrà tale per il resto della sua vita.

Ma se gli dessimo la possibilità di ritrovare un senso?

È l’occasione buona, per ricordarci che nessuno può essere lasciato solo e che tutti devono avere l’opportunità di vivere in un mondo sereno e colorato, in amicizia.

Calzini spaiati e giornata della diversità, dove nasce

L’idea nasce da una scuola primaria di Terzo di Aquileia in Friuli.

Da allora, la giornata ha fatto il giro delle scuole, dei campi sportivi ma anche delle famiglie e dei posti di lavoro, e nel 2014 è approdata anche in Facebook, dove vengono invitati tutti a condividere le foto dei propri piedi con calzini spaiati, hashtag #calzinispaiati

Una giornata che può essere festeggiata da tutti, senza limiti di età.

In diverse scuole, in questa giornata, si parla di amicizia e rispetto.

Ad inizio mese, il calzino spaiato di ogni bambino è appeso a un filo, con il nome di ciascuno, e ognuno può metterci dentro un disegno, una frase o una parola.

Il primo Venerdì di Febbraio, ogni bambino porterà a casa il proprio calzino che conterrà i messaggi di amicizia dei compagni della propria o di altre classi.

Un’occasione simpatica, per sensibilizzare anche attraverso racconti, giochi, uno sguardo diverso sulla diversità

La Filastrocca delle differenze

Tu non sei come me.

Tu sei diverso.

Ma non sentirti perso.

Anch’io sono diverso, siamo in due.

Se metto le mie mani con le tue.

Certe cose so fare io, ed altre tu.

E messi insieme sappiamo far di più.

Tu non sei come me: son fortunato.

Davvero ti son grato

Michela Turzi

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