Coronavirus cosa sapere
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coronavirus – 10 cose da sapere

Tempi di incubazione

Il coronavirus come la maggior parte dei virus influenzali ha un periodo di incubazione di circa due settimane, i sintomi quindi non si manifestano subito e sono paragonabili a quelli dell’influenza.

Coronavirus e Sars

Il coronavirus è un virus che abbiamo già conosciuto circa 17 anni fa e proveniente sempre dalla cina, all’epoca era il SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome), che colpiva come anche il virus attuale, le vie respiratorie, il tasso di mortalità all’epoca fu più alto ma probabilmente causato anche da un importante ritardo da parte delle autorità Cinesi di riconoscere ufficialmente il problema.

L’iter fu pressoché lo stesso, ma cambiava la città “Guangdong”, dove un paziente andò in ospedale con sintomi simili all’influenza, che però peggiorarono rapidamente arrivando ad una polmonite letale.

Quella morte fu presa sottogamba anche dagli stessi medici.

Nei mesi successivi i casi aumentarono vertiginosamente fino a far capire che c’era un problema serio e reale, era arrivata un’epidemia.

Tasso di mortalità del Coronavirus

Il “nuovo” coronavirus è stato battezzato con il nome di “2019 n-Cov”, il suo periodo di incubazione va dai 2 ai 14 giorni, per tale motivo non è immediatamente individuabile, e bisogna precisare che il virus è contagioso anche durante il periodo di incubazione, quindi il Coronavirus 2019 n-Cov potrebbe essere trasmesso anche da persone che non ne mostrano i sintomi.

Diventa quindi necessario mettere in quarantena tutte le persone che hanno avuto contatti con i malati.

Attualmente il tasso di mortalità si attesta intorno al 2% delle persone contagiate, quindi inferiore alla vecchia versione “SARS”, il problema sta però nel fatto che è altamente più contagioso e si sta diffondendo molto più in fretta, teniamo conto che il 2% può sembrare poco ma se calcolato su un numero ampio di contagiati la cosa cambia, se 1 miliardo di persone dovesse essere contagiata dal virus allora circa 20 milioni di persone perderebbero la vita, questo non è per essere allarmisti ma semplicemente per far capire che è un virus che non va sottovalutato.

Viaggi da e verso la Cina dopo il Coronavirus

A fine gennaio l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha portato il livello di attenzione al massimo in quasi tutto il mondo, l’epidemia è diventata quindi un’emergenza sanitaria mondiale.

Molti Paesi hanno da subito adottato precauzioni atte a limitare le possibilità di contagio, riducendo o addirittura interrompendo i voli da e per la Cina, aumentando in tutti gli aeroporti i controlli per evitare forme di contagio.

Precauzioni per evitare possibili contagi da coronavirus

Vista la mancanza di un vaccino, nonostante il virus sia stato da poco isolato proprio da ricercatori Italiani e dunque ci si dovrà aspettare nel medio termine una possibile cura, per arginare l’epidemia è necessario identificare il prima possibile i casi sospetti, isolandoli per almeno due settimane, così da escludere il possibile contagio.

Se qualcuno dovesse sospettare di aver contratto il virus, deve immediatamente isolarsi e chiamate il numero 1500 messo a disposizione dal Ministero della Salute e mettere in atto alcune misure per ridurre il rischio di contagio:

  • indossare una mascherina chirurgica così da proteggere le altre persone;
  • usare solo fazzoletti di carta quando si deve tossire e starnutire, avendo cura di sigillarli in sacchetti di plastica;
  • lavarsi spesso le mani.

Origini del Coronavirus 2020

Fin dall’inizio c’è stata molta confusione in merito, era stata data la colpa ai pesci, poi ai serpenti e adesso sembrerebbe che questo virus sia passato dall’animale all’uomo tramite il pipistrello, effettivamente dalle sequenze del virus analizzate, sembra proprio che la provenienza sia da attribuire ai pipistrelli e nello specifico al ferro di cavallo cinese (Rhinolopuhs sinicus), si deve tener conto che i pipistrelli possono essere portatori di molti virus pur non sviluppando sintomi e senza esserne vittime.

La situazione non è comunque chiara e non tutti sono d’accordo con il dare la responsabilità ai pipistrelli, il contagio del virus MERS ad esempio era stato inizialmente attribuito ai pipistrelli per poi scoprire invece che proveniva dal dromedario, dunque è presto per incolpare questo o quell’animale.

La situazione del Coronavirus in Italia

In Italia la situazione è relativamente tranquilla, gli unici casi confermati sono quelli della coppia Cinese, attualmente ricoverata allo spallanzani di Roma, questo non deve portare ad una sottovalutazione del problema ma nemmeno al panico o comportamenti razzisti verso i Cinesi stessi, ricordiamo che la maggior parte dei Cinesi in Italia non va in Cina da tempo o addirittura non ci è mai stata, non è il Cinese il problema e non bisogna prendersela con persone che probabilmente la Cina l’hanno vista solo in cartolina.

Il ministero della Salute ha messo in atto misure di sicurezza e prevenzione per limitare al massimo i rischi di contagio.

L’Italia è stato il primo paese a bloccare i voli da e per la Cina con una decisione diretta del Governo e non delle compagnie aeree.

Capodanno Cinese dopo il Coronavirus

Questo sarà un anno decisamente anomalo dal punto di vista del capodanno Cinese, in Italia ad esempio tutti i festeggiamenti sono stati annullati, un pò per evitare problemi sociali, ma soprattutto per rispetto verso le vittime.

Ristoranti Cinesi in Italia  

A causa del coronavirus, i ristoranti cinesi nel bel paese si sono svuotati, la fobia ha preso il sopravvento e le persone hanno paura.

Il calo del giro d’affari si attesta intorno al 30% con licenziamenti continui per far fronte al momento di crisi, dal canto loro i titolari di ristoranti Cinesi e Giapponesi rispondono alla paura specificando che le materie prime utilizzate arrivano dall’Italia o al massimo dall’Europa e per tanto i rischi sono ridotti o almeno uguali a quelli che si potrebbero avere in un ristorante Italiano, ma la psicosi continua ed ormai non appena si sente la parola Cinese l’associazione con il coronavirus è immediata.

Coronavirus e Fake news

Il problema delle fake news relative al coronavirus sta diventando davvero importante e grave, la situazione rischia di degenerare perché per quanto non si deve sottovalutare il virus, non si deve nemmeno far l’opposto, ovvero scrivere notizie non vere solo per avere qualche clic in più, aumentando in questo modo la psicosi ed il panico, deleteri in un momento delicato come questo.

Il Ministero della Salute ha in queste ore stretto un accordo con Twitter per contrastare le fake news, il famoso social network reindirizzerà i messaggi inerenti il coronavirus direttamente al Ministero proprio per contrastare il fenomeno.

Anche Google ha stretto un accordo simile con l’OMS proprio per contrastare il dilagante aumento di fake news che rischia di destabilizzare una situazione già precaria.

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