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DILEMMA – COMPITI DELLE VACANZE

Il Ministro dell’istruzione ha raccomandato moderazione nel dare i compiti per le vacanze in vista della fine dell’anno scolastico.

Si fa un gran parlare dei compiti delle vacanze, alcuni sostengono che i compiti a casa impediscano ai bambini di risposare e giocare e che in questo modo si ignorino gli “elementari principi di igiene mentale e fisica” e che ci sia addirittura una violazione dei diritti dei fanciulli, molti citano articoli della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, stabilita a New York nel 1989, e l’Italia con la Legge 27 maggio 1991, n. 176 ha ratificato e messo in esecuzione la convenzione.

Le finalità di questa convenzione:

  • Miglioramento delle condizioni di vita dei fanciulli in tutti i paesi, in particolare nei paesi in via di sviluppo
  • Salvaguardare i bambini da guerre o lavori sotto la maggiore età
  • Tutelare in ogni modo i loro diritti

Articolo 31

  • Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.
  • Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l’organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali.

Non è che un bambino che fa i compiti, non abbia il suo diritto al riposo e al tempo libero. Attenzione!

L’istruzione è un diritto. Purtroppo, oggi è una costante lotta a far sempre meno e a pensare di risolvere i problemi evitandoli.

Sta nascendo una generazione di indolenti e refrattari al sacrificio.

Ragazzi che aspettano che qualcuno gli risolva i problemi e che, appena arriva un inconveniente, hanno come primo pensiero quello di mollare.

Se sono troppi compiti sono dannosi, ma toglierli lo sarebbe di più.

Sempre più spesso i genitori disconoscono la fiducia nei confronti degli insegnanti dei propri figli.

Quel «patto educativo di corresponsabilità» – che era il nome del documento voluto nel 2007 dall’allora Ministro Giuseppe Fioroni – sembra infranto.

Fino agli anni 70, c’era un certo rapporto di fiducia nei confronti della scuola.

Dagli anni 80 le famiglie sono diventate più consapevoli, ma anche più sfidanti, fino all’eccesso.

Il compito della maestra è insegnare e trovare il modo di far imparare con entusiasmo.

Fra i suoi compiti c’è l’ottenimento della disciplina, bloccare o comunque limitare comportamenti di bullismo verso ragazzini più educati e fragili.

I genitori devono educare i propri figli.

Maestri e genitori non devono fare scarica barile, un continuo ping-pong che porta proprio i bambini a fare da pallina, e andare fuori campo.

Michela Turzi

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