GRAVIDANZA,  MAMMA

Dolce attesa…tra felicità e controlli

gravidanza sintomi – fare il test

  • tensione e gonfiore del seno;
  • aumento della sensibilità ed irritabilità;
  • ipersensibilità agli odori;
  • stanchezza;
  • nausea;
  • fame;
  • fastidi e dolori schiena;

Il test di gravidanza si dovrebbe fare dopo 4 giorni dalla mancata mestruazione, ma possono essere sufficientemente sensibili da dare una risposta da 4-6 giorni prima della mestruazione successiva.

Io comunque non mi sono mai fidata dei test ed ho sempre fatto anche l’esame del sangue, rileva la presenza dell’ormone Hcg, la gonadotropina corionica umana (ormone della gravidanza) nel sangue della donna e non nelle urine.

Prendete da subito l’acido folico, andrebbe assunto almeno un mese prima del concepimento e per tutto il primo trimestre, serve per prevenire difetti a carico del tubo neurale della vostra bambina o bambino, come la spina bifida.

 primi tre mesi i più bruttini, stanchezza, nausea, preoccupazioni.

Io non ho detto a nessuno della mia gravidanza, ad esclusione di parenti stretti, infatti proprio in questo periodo il rischio di aborto spontaneo è più alto, infatti è il periodo in cui si verificano alcuni dei passaggi più delicati della gestazione che comprendono l’annidamento dell’uovo fecondato nella parete interna dell’utero (endometrio) e la formazione strutturale degli organi del feto.

Entro il compimento delle 13 settimane di gravidanza, prima ecografia, che permette di stabilire di quanti mesi è il feto, per calcolare la data del parto, ma soprattutto permette di sentire il battito cardiaco del feto, misurarne il flusso sanguigno, verificare lo stato di salute della placenta e degli organi della mamma.

Tra 11esima e la 14esima settimana, mediante un’ecografia esterna, si misura la distanza tra la cute della nuca e l’osso occipitale del cranio, poi si esegue un prelievo di sangue eseguito alla madre, che permette di dosare due ormoni che sono indicativi della funzione placentare, è il BI TEST.

Tra la 15esima e la 18esima settimana, si fa un semplice prelievo del sangue della donna incinta, è il TRI TEST perché tre sono le sostanze ricercate e analizzate nel sangue materno: l’alfafetoproteina (AFP), l’estriolo non coniugato e la gonadotropina corionica.

Questi vengono poi valutati insieme ad altri parametri (età, peso, paziente che sia o meno una fumatrice) e confrontati con i valori di riferimento, si accompagna spesso a un’ecografia.

Io sono risultata rischio elevato sia per la prima che per la seconda gravidanza.

A questo punto, ti suggeriscono l’amniocentesi che ho fatto per tutte e tre le gravidanze.

Tra la 14a e la 22a settimana, anche se il momento migliore risulta essere fra la 15a e 17a,

il QUADRUPLO TEST, test integrato con dosaggio di inibina A (un ormone che partecipa alla regolazione del ciclo mestruale, a quest’ultimo ricorrono quelle donne in gravidanza che, per vari motivi, non sono riuscite a sottoporsi in tempi utili al bi-test o al tri test.

L’amniocentesi di solito viene consigliata o addirittura raccomandata alle donne che hanno superato i 35 anni, nel caso in cui ci sia forte rischio di malattie ereditarie o di famiglie con precedenti casi di Sindrome di Down, contrazione di malattie infettive come il citomegalovirus, la toxoplasmosi o la rosolia.

L’amniocentesi è un esame che consiste in un prelievo transaddominale di liquido amniotico dall’utero.

Questo esame permette infatti di individuare problemi cromosomici, in particolare le trisomie 21 (la cosiddetta sindrome di Down), 18 e 13, le malattie ereditarie del feto e alcune malattie del sistema nervoso centrale.

Le cellule fetali presenti nel campione di liquido prelevato vengono coltivate in vitro per 15-20 giorni e sottoposte a esame dei cromosomi per individuare eventuali anomalie o alla ricerca di specifiche mutazioni genetiche. È possibile avere un risultato rapido, entro 24-48 ore dal prelievo, relativo alle anomalie cromosomiche più frequenti: le trisomie 21, 18, 13 e le alterazioni dei cromosomi X e Y, in attesa del risultato completo.

Grazie all’analisi del liquido amniotico prelevato, viene quindi stabilito il cariotipo del feto.

Non fa male!

Il medico controlla con ecografia la posizione del feto. Viene scelto il punto di inserimento dell’ago sottilissimo, lontano dalla placenta e dalla testa del feto, e si procede al prelievo di 15-20 ml di liquido amniotico.

E’ più delicato il post, l’ansia per l’esito comunque rischio di aborto 0.5% 1%

State a riposo per almeno due giorni, non fate alcuno sforzo e rimanete tranquille a casa.

In caso di contrazioni, crampi, perdite di sangue o di liquido è opportuno mettersi immediatamente in contatto con un medico.

Dall’undicesima settimana di gravidanza, si può fare la villocentesi .

Dalla quindicesima settimana di gravidanza, si può fare l’amniocentesi che risulta un po’ più attendibile, perché ha meno casi dubbi.

Tra la 20esima e la 22esima settimana, ecografia MORFOLOGICA, permette di misurare tutte le forme del feto, per capire se si sviluppa in modo normale e se ci sono eventuali malformazioni.

Si misura il perimetro del cranio, quella del femore e dell’addome, si osservano i movimenti, il ritmo cardiaco e lo stato di crescita del feto.

L’ecografia morfologica permette di misurare la nuca del feto, per sapere se è presente un rischio di trisomia 21 (sindrome di Down). In caso di dubbi, si ricorre ad esami ulteriori.

Tra la 30esima e la 34esima settimana, ecografia per misurare il volume del liquido amniotico, la crescita del feto, la posizione della testa (in caso si debba prevedere un parto podalico) e il funzionamento degli organi vitali. In base alla posizione, e allo stato di salute di mamma e bambino, si comincia già a capire se ci potrà essere un parto naturale o sarà necessario programmare un parto cesareo

E poi una serie di esami del sangue, che vi accompagneranno per questa dolce attesa…

Michela Turzi

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