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FLUORO? ANCHE NO….

Anche a voi, come a me, la pediatra ed il dentista, per i vostri piccoli hanno prescritto fluoro in gocce o pastiglie?!

Io, fidandomi, ho iniziato a somministrarlo al mio primo figlio…

Poi leggendo qualche informazioni, tramite internet, ho deciso di non somministrarlo più a lui, e alle altre due mie figlie non l’ho neanche acquistato.

Negli ultimi anni, infatti, è nato un dibattito:

Alcuni studi, hanno dimostrato che un’eccessiva dose di supplementi di fluoro al nostro bambino comporti il rischio di contrarre la fluorosi dentale o dell’apparato cerebrale – scheletrico.

Fluorosi dentale: consiste in uno scolorimento dello smalto dei denti causato da una sovraesposizione al fluoruro durante i primi otto anni di vita, ovvero quando si formano la maggior parte dei denti permanenti.

Attraverso il sangue, il fluoro è in grado di entrare nello smalto dei denti alterandone in maniera permanente la struttura e rendendoli più vulnerabili all’attrito e all’erosione.

Ne derivano quindi denti macchiati, puntinati e addirittura bucherellati, con danni che peggiorano nel tempo.

La fluoroprofilassi è un’eccessiva esposizione al fluoro, dovuta all’accidentale ingerimento di dentifrici fluorati, residui di pesticidi nel cibo, all’abuso di presidi dentistici, alle emissioni inquinanti nell’aria, al consumo di farmaci, tè, succhi di frutta, alcuni prodotti ittici e cereali e particolari acque minerali e le percentuali di fluoro nell’acqua.

In America la pratica di aggiungere il fluoro alle acqua potabili (iniziata negli anni quaranta per prevenire la carie) si è dimostrata sostanzialmente inutile se non addirittura dannosa, aumentando il rischio di fluorosi dentale.

L’addizione di fluoro nelle acque potabili è praticata da altri paesi, tra cui Australia ed alcune zone della Gran Bretagna.

Proibita in Belgio, Danimarca, Olanda, Francia, mentre in Spagna e in Germania ogni decisione è rimessa alle autorità locali.

In Italia, non esiste una normativa in materia.

Per evitare danni, così come consigliano anche molti dentisti (non tutti, purtroppo) preferite una somministrazione solo ed esclusivamente topica: si può, infatti, fornire fluoro sufficiente ai bambini grazie a spazzolino e dentifricio.

Spazzolare i denti , solo con acqua, fino al primo anno di età.

Poi, è bene integrare la routine di igiene orale, due volte al giorno, con una pasta dentifricia ricca di fluoro (dentifricio contenente almeno 1000 ppm di fluoro)

A partire dai sei anni, passate tranquillamente ad un prodotto per adulti.

Fate attenzione, che i bambini non ingeriscano eccessive quantità di dentifricio mentre si lavano i denti.

Per questo motivo, i dentisti e il Ministero consigliano di somministrare il dentifricio in una piccola quantità, pea-size, ovvero una punta di dentifricio grande come un pisello.

In questo modo, possiamo ridurre il rischio della fluorosi.

UNICEF ha recentemente dichiarato:

“Per decenni abbiamo creduto che il fluoro in piccole dosi non avesse effetti collaterali sulla salute, ma sempre più scienziati stanno seriamente mettendo in discussione i benefici del fluoro, anche in piccole quantità”.

I danni accertati dall’ingestione del fluoro:

  • Rischi al cervello (NRC National Research Council).
  • Può produrre nei bambini deficit di apprendimento e difficoltà di concentrazione.
  • Rischi per la ghiandola tiroidea: il fluoro agisce come interferente endocrino.
  • Possono ridurre le funzioni della tiroide in soggetti con basso tasso di iodio e questa riduzione può portare ad un calo dell’acutezza mentale, depressione ed aumento di peso corporeo.
  • Rischio per le ossa: il fluoro riduce la resistenza delle ossa ed espone a fratture.
  • Rischio di cancro alle ossa: studi su animali ed umani, inclusi gli ultimi studi dell’università di Harvard, hanno stabilito con certezza il collegamento tra fluoro ed osteosarcoma (cancro delle ossa) in uomini al di sotto di 20 anni.

A questo proposito è disponibile una dettagliata relazione redatta dal “National Toxicology Program”  che ha seguito gli adolescenti monitorati: più della metà di questi soggetti sono deceduti dopo alcuni anni dalla diagnosi dell’osteosarcoma.

  • Rischi per pazienti sofferenti ai reni: pazienti sofferenti di patologie che coinvolgono i reni hanno manifestato un’alta sensibilità alla tossicità del fluoro.

Questa sensibilità è dovuta all’incapacità di tali soggetti ad eliminare dal corpo il fluoro assunto.

Come risultato si ha una elevata presenza di fluoro nelle ossa ed un aggravamento o insorgenza di un disturbo conosciuto col nome di osteodistrofia renale.

Il fluoro, è un materiale di scarto di molte industrie chimiche e produttrici di fertilizzanti, ed il loro smaltimento ha costi molto elevati, quindi appare più proficuo inserirlo in dentifrici, collutori, e prodotti dentali in genere.

Attenzione!

Maggior consapevolezza.

Michela Turzi

revisione

Dott.ssa Fabrizia Ferraro – Specialista in Pediatria e Neonatologia 

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