allattamento al seno
ALLATTAMENTO,  PEDIATRIA

Latte materno: elisir di lunga vita per mamma e bambino

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda l’allattamento al seno in maniera esclusiva fino al compimento del 6° mese di vita, sottolineando l’importanza che il latte materno rimanga la scelta prioritaria anche dopo l’introduzione di alimenti complementari, fino ai due anni di vita dei neonati ed oltre, se mamma e bambino lo desiderano.

Il latte umano è alimento specie specifico, con una composizione disegnata dalla natura per meglio rispondere alle esigenze nutrizionali, psicologiche ed emozionali del piccolo dell’uomo;

Il latte materno è unico e “disegnato su misura” per ciascun bambino, è sempre pronto all’uso, alla giusta temperatura e somministrabile nel rispetto delle norme igieniche.

Purtroppo ancora oggi tante donne non riescono a nutrire al seno il proprio bambino non perché ci siano effettive condizioni che ostino, ma per una serie di motivi che includono:

  • scarsa o nulla preparazione della donna durante la gravidanza;
  • pressioni e ingerenze esterne che demotivano e scoraggiano la donna;
  • componenti come la depressione post-partum (baby blue sindrome) che non consentono a mamma e figlio di raggiungere quella condizione di rilassamento e tranquillità che è presupposto fondamentale per l’attaccamento.

Il primo contatto

Il contatto pelle a pelle (skin to skin) fin dai primi minuti dopo la nascita è un momento cardine per madre e neonato e favorisce il bonding (legame) e un precoce attaccamento al seno;

stabilizza la frequenza cardiaca e respiratoria, la temperatura corporea e i livelli glicemici del neonato.

Posizioni di allattamento

Non esistono posizioni corrette o scorrette per l’allattamento.

Importante è che il piccolo sia a contatto con la mamma con gran parte della sua superficie corporea (pancia a pancia) e che la madre sia in una posizione comoda.

Nel caso in cui il neonato presenti una preferenza di lato, è possibile adottare la posizione a “palla di rugby” o presa sottobraccio (vedi fig. 1)

allattamento Latte materno: elisir di lunga vita per mamma e bambino

Per attaccare il piccolo offrire il seno e aspettare che il neonato spalanchi bene la bocca, nel caso in cui non trovi subito la giusta posizione, è possibile spremere un po’ il capezzolo e far fuoriuscire qualche goccia di latte affinchè il neonato sia indirizzato correttamente.

Accorgimenti per corretto attaccamento al fine di evitare dolore e ragadi:

  • Bocca bene aperta e “riempita” dal seno
  • Mento a stretto contatto con il seno
  • Labbro inferiore everso, con lingua che circonda a “U” la parte inferiore del seno
  • La porzione di areola visibile è maggiore nella parte superiore del seno rispetto a quella inferiore (il neonato accoglie in bocca anche parte dell’areola inferiore e non solo il capezzolo, in questo modo la spinta delle suzioni è diretta sul palato e non direttamente sul seno, con minore traumatismo).
  • Le guance del neonato si gonfiano durante la suzione e spesso è possibile udire il rumore della deglutizione.
  • Nel caso in cui si debba staccare il neonato dal seno mentre sta ancora poppando avere l’accortezza di introdurre un dito nella bocca del piccolo in modo da evitare l’”effetto ventosa” che può essere lesivo per il capezzolo.

Nei primi giorni di vita l’attaccamento al seno deve essere molto frequente (fino a 10-12 volte al giorno). Via via che la produzione di latte materno aumenta l’intervallo tra le poppate si allinea grosso modo a quello di un neonato allattato con formula.

Se un neonato è alimentato correttamente al seno bagnerà circa 5-6 pannolini di pipì nelle 24 ore, avrà intervalli di sonno tranquillo tra una poppata e l’altra, evacuerà almeno 3-4 volte al giorno (il latte materno induce il riflesso gastro colico con possibile evacuazione ad ogni poppata).

Le feci da latte materno hanno un caratteristico colore giallo-oro e sono di consistenza più liquida. Attraverso il latte la mamma fornisce al bambino oltre che tutti i nutrienti di cui ha bisogno anche preziose sostanze di natura immunitaria (anticorpi, sostanze antibatteriche).

La condizione di ipogalattia vera (assenza di produzione di latte) riguarda solo il 5% della popolazione femminile.

L’importanza cardine del latte materno nella salute globale del bambino (e quindi dell’adulto che sarà) deve essere ben illustrata alle future mamme ed esse vanno sostenute in questo nuovo e impegnativo percorso che è la genitorialità. 

Dott.ssa Fabrizia Ferraro – Specialista in Pediatria e Neonatologia