tabù del sesso
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METODO DANESE

Il tabù del sesso superato con metodi chiari e sinceri con il Metodo Danese

Sapevate che la Danimarca è considerato un paese tra i più felici al mondo?

Lo si apprende dalla classifica stilata dalle Nazioni Unite (ONU), la “World happines report

Gli stati uniti, che la parola “felicità” l’hanno inserita addirittura nella Dichiarazione d’indipendenza, faticano a rimanere nei primi 20 posti.

L’Italia si trova solo al 36° posto, Davanti a noi paesi come Brasile, Uruguay, Cile, Messico, El Salvador.

Il METODO DANESE

Di Jessica Joelle Alexander e Iben Dissing Sandahl

Questo metodo permette di crescere bambini felici ed essere genitori sereni.

Alla base del metodo danese la parola cardine:

PARENT “in inglese GENITORE” e acronimo delle 6 regole portanti del metodo

P = Play – il gioco libero che crea adulti più felici ed equilibrati;

A = Autenticity (autenticità) – essere sinceri aumenta la consapevolezza di se, non mentire ai bambini e non elogiarli in maniera esagerata, gli permetterà di non abbattersi davanti alle sfide;

R = Reframming (ristrutturazione) – riuscire a spostare l’attenzione del bambino da ciò che non sa fare a ciò che invece sa fare, aumentandone quindi l’autostima ed evitando frustrazioni;

E = Empathy (empatia) – insegnare l’empatia aiuta i bambini a crescere felici, ma attenzione! i primi ad impararla devono essere proprio i genitori;

N = No ultimatum – Cercate di evitare il braccio di ferro con i vostri figli ed essere più comprensivi guardando le cose dal loro punto di vista, aiuterà i vostri bambini ad avere più fiducia in loro stessi  ed essere più felici

T = Together and hygge (intimità e hygge “che in danese vuol dire pensare o sentirsi” – vivere in un ambiente felice e sereno li renderà a sua volta più sereni, felici ed in grado di ritrasmettere tali sentimenti in un futuro ai propri figli.

Il filo conduttore del Metodo Danese è la sincerità, onestà rispetto ai propri figli in merito a tutti gli argomenti, anche i più difficili da affrontare

I Danesi ritengono infatti che ogni bambino abbia il diritto di ricevere informazioni chiare e sincere su argomenti inerenti il proprio corpo ed il sesso già a partire dai quattro anni.

La settimana del sesso

Per un’intera settimana i danesi vengono incoraggiati ad affrontare argomenti legati al sesso con i propri figli, coinvolgendo genitori e insegnati e psicologi.

In un mondo in cui i nostri bambini hanno accesso a tecnologie una volta inesistenti e quindi esposti a immagini ipersessualizzate sia in tv che sui social media, non si può attendere troppo per dare loro le giuste informazioni.

Le ricerche parlano chiaro, prima affrontiamo la questione corpo e sessualità con i nostri figli e più forte sarà la connessione che creiamo con loro, riuscendo a proteggerli meglio.

IL METODO ITALIANO?

A differenza di paesi come la Danimarca, Olanda, Svezia dove appunto già dai primi anni si inizia a raccontare la sessualità, nel nostro bel paese l’argomento è tabù, non abbiamo normative in merito

L’Europa ha reso obbligatoria, l’educazione sessuale nelle scuole e la maggior parte dei paesi l’ha inserita nei programmi scolastici, ma l’Italia non è tra quelli…

È dell’agosto 2013 l’ultimo tentativo di Sel, che presentava alla Camera un disegno di legge sull’ ”educazione sentimentale”. 

l’educazione sessuale:

È considerata uno strumento per garantire la salute fisica e psicologica della popolazione, ridurre le gravidanze precoci e contrastare la diffusione delle malattie.

Si tenga conto che paesi come la Svezia, Olanda, Danimarca, Germania, Francia e Austria già da tempo hanno inserito nei propri programmi scolastici l’educazione sessuale, prevedendo lezioni con omosessuali, transgender e coinvolgendo anche persone che a causa del sesso hanno contratto malattie sessualmente trasmissibile come l’Hiv.

Vi ricordate il libretto commissionato al creatore di Lupo Alberto, intitolato”come ti frego il virus!” dall’allora Ministero della Sanità nel lontano 1991?

lupoalbertovirus5 METODO DANESE

beh.. l’idea era interessante, ovvero sfruttare il periodo di maggior gloria del fumetto per mandare un messaggio chiaro ai più giovani sui rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili.

Non durò molto…. anzi, non durò per nulla.. venne subito ritirato con scuse più o meno credibili…. e sostituito con un messaggio più blando “non ho l’età” a onor del vero il boicottaggio non fu solo politico ma la stessa popolazioni si mise di traverso, boicottando tutti i prodotti legati al famoso fumetto.

Questo fa capire quanta differenza c’è tra paesi, vicini geograficamente ma enormemente distanti ideologicamente.

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