asilo per bambini e anziani
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Modello Intergenerazionale Un asilo dai tre ai cento anni

Idea geniale unire generazioni estreme, minuscoli e grandissimi, perché nessuno ci ha pensato prima?

Lo avevano già capito e sperimentato a Seattle, alla scuola materna Providence Mount St Vincent.

Anche in famiglia, il rapporto nonni e nipotini è quello più proficuo, gioioso e meno conflittuale che ci sia.

Forse perché le due età si assomigliano, forse perché l’affetto sganciato dall’ansia dell’educare ma basato su un amore profondo regala il vero piacere di stare insieme.

EDUCAZIONE INTERGENERAZIONALE:

A Piacenza dove Unicoop, una Cooperativa sociale che offre servizi per l’infanzia e per gli anziani, servizi educativi e per il disagio sociale, ha aperto il primo asilo nido proprio in una casa di riposo per la terza età.

A Padova, anche se non sotto la forma di vero e propria scuola materna o nido, è da tempo utilizzata presso la Civitas Vitae, un luogo che sarebbe riduttivo definire “casa di riposo” perché è molto di più. Una sorta di città nella città, con progetti basati da legami tra diverse generazioni.

A Follina, nella Casa di riposo RSA S. Giuseppe di Follina gestita da Sereni Orizzonti 1 Srl è nato il progetto “Anziani e Bambini insieme (AeBi)” grazie alla volontà del servizio Educativo-Animativo e la collaborazione e disponibilità delle maestre della Scuola dell’Infanzia di Follina.

A Milano, nella scuola materna di via Parenzo

Ed altre strutture…

La speranza è che il loro numero cresca esponenzialmente per sperimentare, la ricerca nata a Seattle e dal Progetto Europeo TOY (Together Old&Young) che prevede la sperimentazione di metodologie innovative che favoriscano la solidarietà e le relazioni intergenerazionali, difatti l’acronimo AeBi sta per Anziani e Bambini insieme.

Si avrebbe ricchezza in più e problemi in meno.

BENEFICI

Le esperienze internazionali hanno evidenziato potenziali vantaggi per entrambi i gruppi di età.

Per i soggetti di età avanzata tali programmi si traducono in un aumento dell’autostima, del benessere percepito, dei contatti sociali e a una riduzione dello stress.

Nei bambini coinvolti si evidenzia un atteggiamento positivo nei confronti degli anziani e una maggiore comprensione del processo di invecchiamento.

Per i bambini il giovamento viene dal fatto di incontrare figure adulte al di fuori della loro famiglia, mentre per gli anziani il contatto con i bambini fa rivivere, e restituisce loro una dimensione progettuale volta al futuro.

I bambini, a differenza degli adulti, sono ancora in una fase di ascolto attivo, gli anziani si mettono nuovamente in gioco, qui l’incontro nasce spontaneamente come poli opposti che si uniscono.

Questo un po’ per contrastare la tendenza a creare contesti esclusivamente mono generazionali in cui i bambini stanno solo con i bambini, gli adulti con gli adulti e gli anziani spesso ghettizzati in luoghi destinati ad essere dimenticati.

NUOVI PROGETTI

In Olanda, di fronte a una carenza di alloggi per gli studenti universitari da un lato, e a un calo dei finanziamenti per case di riposo dall’altro, il governo olandese, al Care Center Humanitas, una struttura di assistenza di Deventer, nei Paesi Bassi orientali, gli anziani vivono fianco a fianco con gli studenti già dal 2012.

In pratica, in cambio di 30 ore di lavoro volontario al mese, gli studenti hanno la possibilità di alloggiare lì gratuitamente.

Un incontro economico, e non solo, i giovani rappresentano per quegli anziani un collegamento con il mondo esterno.

INTERGENERAZIONALE, è questa la direzione giusta per risolvere problemi sociali ed economici del paese.

Michela Turzi

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