annoiarsi fa bene
BAMBINO,  CRESCITA,  FAMIGLIA,  GENITORI,  MAMMA,  METODI EDUCATIVI

NOIA.. E SE FACESSE BENE?

NOIA

La psicologa Yuko Munakata della University of Colorado, nell’anno 2014, pubblicò sulla rivista Frontiers of Psychology, i risultati della sua indagine scientifica sulla noia.

Sottoponendo 70 bambini di 6 anni a una serie di test cognitivi, la studiosa riscontrò che, quelli maggiormente impegnati in attività extra scolastiche organizzate, dimostravano una minore autonomia esecutiva nel perseguimento di obiettivi.

In pratica i bambini sommersi d’impegni e, dunque, meno abituati a gestire liberamente il proprio tempo acquisirebbero minore autonomia, con vere e proprie conseguenze sullo sviluppo neurale.

I bambini troppo impegnati in attività organizzate risultano meno autonomi

perché sono bambini sostituiti, ovvero c’è sempre qualcuno che pensa e organizza tutto al posto loro.

Non sono bambini che devono industriarsi a passare il loro tempo e in questo modo diventano incapaci di trovare soluzioni.

La tanto temuta noia, che i genitori spesso tentano di evitare ai propri figli, è in realtà una preziosa alleata per sviluppare capacità cerebrali: Creare, inventare, costruire.

C’era una volta il tempo libero.

Interi pomeriggi passati a inventare giochi e costruire mondi immaginari e bambini liberi di sciogliere le briglie della fantasia.

Ora i genitori lavorano entrambi tanto, e non hanno a disposizione molto tempo da trascorrere con i figli, quindi le società sportive, la scuola di musica/teatro, e tutte le varie attività, diventano una sorta di babysitteraggio.

Oltre l’esigenza di trovare una sistemazione ai figli, i genitori, sempre più, hanno l’esigenza che i propri figli imparino a fare, a stare ed essere in un certo modo, chiedendogli più del dovuto.

Si è meno genitori e più educatori, animatori, psicologi.

La noia per noi adulti rappresenta il vuoto, la solitudine, l’inconsistenza di sé, temiamo la depressione, anche per questo i genitori vogliono stimolare i figli pigri o introversi, che non amano praticare sport o altre attività.

Il bambino non nasce pigro, ma è reso pigro, perché vede il modo di essere e di affrontare la vita dell’adulto, che genera e influenza il figlio.

La vita del proprio figlio passa attraverso il genitore.

Le cose che i bambini vivono hanno il valore che i genitori danno loro.

La noia dà la possibilità di contemplare la vita, di analizzarla piuttosto che corrervi attraverso senza soffermarsi a pensare a ciò che succede.

Serve uno spazio per sentire se stessi, senza proiettarsi sempre nei consigli e nell’organizzazione degli altri.

Questo vuoto insegna a distinguere ciò che si è, anche senza gli altri.

Attenzione però a non eccedere nel verso opposto, non lasciamo neanche il bambino troppo a se stesso, potrebbe percepire di non valere e non contare.

Winnicott (psicoanalista infantile) ha sottolineato l’importanza di sviluppare nel bambino la capacità di stare da solo, coniando il concetto di “rimanere a maggese”.

Il maggese è un terreno ben arato e fertile, ma lasciato non seminato per un anno intero per renderlo più forte.

Lyn Fry, una psicologa infantile di Londra, ha detto:

Essere adulti vuol dire occupare il tempo libero con attività che rendono felici.

Questo dovete insegnare ai vostri figli.

Se i genitori trascorrono tutto il loro tempo a riempire il tempo libero dei loro figli, allora il bambino non avrà mai la possibilità di imparare a fare questo per se stesso.

Lyn Fry

Fry quindi suggerisce di sedersi con i propri figli e fare un elenco di tutto ciò che i bambini vorrebbero fare nel loro tempo libero: queste possono essere attività di base come una partita a carte, leggere un libro, fare un giro in bicicletta, oppure attività più impegnative come cucinare o imparare a fare fotografie.

Se poi il bambino dovesse lamentarsi della noia il genitore gli ricorderà della lista, suggerendogli di scegliere una di quelle attività da fare, lasciandolo libero di compiere le proprie scelte.

Si lascia loro la responsabilità.

Lyn Fry

E se non vorranno fare nulla di quello che c’è sulla lista si annoieranno un pò.

Non c’è nulla di male, non è un problema, non è tempo sprecato.

La noia è il fattore trainante, è ciò che porta a motivare se stessi a fare le cose.

È il modo migliore per rendere i bambini autosufficienti.

Ma i vostri figli vi hanno mai detto: “Mi annoio” ?

La noia non è una patologia, è un’opportunità.

Michela Turzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *