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SCUOLA O NON SCUOLA – parte 2

Il Comitato Tecnico Scientifico, il 31 agosto 2020, dice no alla mascherina di stoffa, detta anche di comunità.

In classe si andrà solo con la mascherina chirurgica.

Gli alunni dovrebbero trovarle nei loro istituti ogni mattina e le scuole dovranno organizzarne la distribuzione in modo da evitare assembramenti.

Con le mascherine pubbliche, tra l’altro, si avrà la certezza del ricambio giornaliero di questi dispositivi di protezione, che come ormai noto perdono efficacia se vengono indossati troppo a lungo.

Tra le mascherine chirurgiche e quelle di stoffa, meglio le chirurgiche, soprattutto quelle prodotte rispettando le norme CE dei Dispositivi Medici.

Le mascherine chirurgiche, per essere sicure, devono essere prodotte nel rispetto della norma tecnica UNI EN 14683:2019 che prevede caratteristiche e metodi di prova, indicando i requisiti di: resistenza a schizzi liquidi, traspirabilità, efficienza di filtrazione batterica, pulizia da microbi.

Mascherina chirurgica protegge gli altri da te che la indossi.

Infatti, la mascherina chirurgica fa da barriera alle tue goccioline (saliva, colpo di tosse…) impedendo (anche se mai al mille per mille) che possano raggiungere chi ti sta a distanza ravvicinata (meno del famoso metro e passa).

Dunque, la mascherina chirurgica è soprattutto uno strumento preventivo del diffondersi del contagio e non è una corazza che uno indossa per poter andare in giro sentendosi invulnerabile.

Vero è che se tutti indossassero la mascherina chirurgica (non sempre nella vita ma nei contatti ravvicinati e nei luoghi affollati) il proteggere gli altri da te stesso diventerebbe circolare e reciproco e dunque

la mascherina chirurgica sul volto del prossimo protegge te stesso –

Alessandro Gasbarrini, il chirurgo, ormai noto del video mascherine egoiste, altruiste, intelligenti, ci mostra un trucchetto per proteggere noi stessi:

Prendi due mascherine chirurgiche e le indossi una sopra l’altra.

Attenzione: una la indossi per il verso giusto, l’altra per il verso contrario.

E’ questo il modo per far sì che la mascherina chirurgica protegga (per quel che può) sia l’altro da te che te stesso dall’altro.

Quindi, due mascherine ma non sovrapposte a far volume (non è che se ne metti dieci invece che una cambia nulla), invece indossate l’una al verso giusto l’altra al contrario.

Il Sars-CoV-2 è grande 120 nm, le mascherine chirurgiche bloccano virus da 2000 nm in su, quindi esiste comunque il rischio contagio?

Non è possibile fare un calcolo così diretto: ricordiamoci comunque che i virus non viaggiano, in isolamento, ma utilizzano le goccioline emesse principalmente con la tosse e con gli starnuti, e queste goccioline sono più grandi dei virus stessi.

Come maneggiare e indossare la mascherina

È importante tenerla in mano dai cordini laterali, evitando di toccare la parte centrale che resterà a contatto con la faccia.

Una volta indossata, agganciandola alle orecchie o legandola al capo a seconda del modello, la mascherina deve essere regolata per assicurarsi che aderisca bene al viso.

Le mascherine chirurgiche hanno di solito una leggera anima di metallo nella parte superiore, che può essere modellata per farla aderire meglio intorno al naso.

Cosa deve coprire la mascherina

La mascherina deve coprire sia il naso sia la bocca: chi ha preso l’abitudine di tenere scoperto il naso “perché si respira meglio” non sta proteggendo né sé stesso né gli altri.

Se indossata correttamente, la mascherina copre: mento, bocca e naso.

Togliere la mascherina

Anche quando ci si toglie la mascherina è importante maneggiarla dai cordini laterali, per evitare di toccare la parte centrale rimasta a contatto con naso e bocca, e che potrebbe tornare a esserlo nel caso di un suo riutilizzo.

È opportuno lavarsi bene le mani o utilizzare un disinfettante prima di toccare la mascherina, evitando in questo modo di maneggiarla con le mani sporche, e che potrebbero essere entrate in contatto con superfici contaminate.

Tocca e aggiusta

Mentre viene indossata, la mascherina non deve essere toccata nella sua parte centrale, specialmente se si hanno le mani sporche.

La sua posizione sulla faccia può essere aggiustata utilizzando i cordini laterali, assicurandosi che la mascherina sia sempre aderente al viso, ma che non renda difficoltosa la respirazione.

Come non tenere la mascherina

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e numerose altre istituzioni sanitarie invitano a non conservare la mascherina con soluzioni creative. È molto sconsigliato di tenerla raccolta sotto al mento, oppure, altre parti, perché finisce per raccogliere molta sporcizia e sudore.

Come tenere la mascherina

La soluzione ideale è di portare con sé una bustina di plastica (va bene anche un sacchetto per alimenti, come quelli per il freezer) o di carta, nella quale riporre la mascherina quando non viene utilizzata.

Per periodi di tempo non troppo lunghi la bustina può anche essere tenuta in tasca.

Tempo utilizzo mascherina

Le mascherine più comuni e diffuse, come quelle usa e getta o riutilizzabili di tessuto, non dovrebbero essere indossate per più di 3-4 ore a seconda dei modelli.

Respirandoci dentro, si accumulano umidità e sporcizia, che possono favorire la formazione di batteri e di altri agenti che potrebbero rivelarsi dannosi per la salute.

Raccomandazioni tecniche, che si aggiungono al documento tecnico sulla scuola del 28 maggio 2020, specifica che:

Nell’ambito della scuola primaria, per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina chirurgica può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto).

Nella scuola secondaria, anche considerando una trasmissibilità analoga a quella degli adulti, la mascherina chirurgica può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro, l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto) e in situazione epidemiologica di bassa circolazione virale come definita dalla autorità sanitaria.

Il Cts sottolinea che l’uso delle mascherine chirurgiche è solo una delle misure di prevenzione che devono essere implementate in ambito scolastico in una corretta associazione con tutte le altre misure già raccomandate al fine limitare la circolazione del virus (es. igiene dell’ambiente e personale, ricambio d’aria, sanificazione ordinaria…).

I docenti potranno togliere la mascherina durante la spiegazione in classe.

In questo caso, dovranno mantenere una distanza dagli alunni, cioè tra la cattedra ed il primo banco, di almeno due metri. Se deve avvicinarsi ad un alunno che ha bisogno di una particolare spiegazione o che si trova in difficoltà, dovrà rimettere la mascherina e lavarsi le mani dopo averlo aiutato.

In relazione ai differenti trend epidemiologici locali, dall’autorità sanitaria che potrà prevedere l’obbligo della mascherina anche in situazioni statiche con il rispetto del distanziamento per un determinato periodo.

Lo smart working resta in modalità semplificata fino al 15 ottobre

ovvero per tutta la durata dello stato d’emergenza Coronavirus, ma dal primo giorno di scuola (il 14 settembre) doveva terminare l’agevolazione per i genitori di figli fino a 14 anni, che non avrebbero più avuto il diritto a chiedere di lavorare da casa, questa norma sembra essere cambiata con la firma del DM di questi ultimi giorni, vi rimandiamo all’articolo RIAPERTURA SCUOLE – CONGEDI STRAORDINARI PER GENITORI CON FIGLI SOTTO I 14 ANNI

CONTAGI DA COVID-19 IN CLASSE

“Se c’è un contagiato, classe a casa per 14 giorni e non tutta la scuola”.

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato l’intenzione di trovare le risorse per dare la possibilità di accedere allo smart working e congedi straordinari per i genitori di figli minori di quattordici anni nei casi in cui questi ultimi dovessero essere sottoposti a quarantena obbligatoria.

La distanza minima da tenere sarà di un metro.

In classe andrà calcolato da centro del banco a centro del banco, partendo dalle «rime buccali» degli alunni.

La stessa distanza dovrà essere rispettata anche in sala professori, nelle mense e davanti ai distributori automatici di snack.

Per quanto riguarda l’ora di educazione fisica, si dovrà privilegiare la possibilità di fare sport all’aperto. Qualora le lezioni dovessero tenersi al chiuso, bisognerà garantire un’adeguata areazione e un distanziamento interpersonale di almeno due metri.

Vengono sconsigliati giochi di squadra e di gruppo, come il calcio o il basket. Restano valide per il rientro a scuola, comunque, le regole stabilite il 28 maggio dal Comitato tecnico scientifico sullo svolgimento delle attività motorie a scuola.

Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano: “Le aule scolastiche vanno arieggiate almeno 5 minuti ogni ora o al massimo due, perché il solo distanziamento non basta”.

La didattica a distanza potrà essere usata in via complementare alle superiori.

Il ministro della salute Speranza ha firmato all’inizio di questa prima settimana di Settembre, con il direttore dell’OMS Europa Hans Kluge, un documento in cui si prevede l’insegnamento a distanza per tutti gli alunni, non solo per quelli della scuola superiore quindi, non solo in caso di chiusura.

Nel malaugurato caso di un nuovo lockdown, andranno garantite 10 ore di lezione a distanza in prima elementare, 15 alle medie e 20 alle superiori.

Mensa

La mensa dovrà essere organizzata a turni.

Se i locali sono stati riconvertiti in spazi didattici, si può utilizzare il lunchbox.

In ogni caso, la somministrazione del pasto deve prevedere la distribuzione in mono-porzioni, in vaschette separate unitariamente a posate, bicchiere e tovagliolo monouso e possibilmente compostabile.

Scuolabus

I mezzi di trasporto dovranno essere igienizzati, sanificati e disinfettati almeno una volta al giorno. Necessario assicurare un’areazione, possibilmente naturale, continua del mezzo di trasporto e mettere a disposizione all’entrata appositi detergenti per la sanificazione delle mani degli alunni.

La salita degli alunni avverrà evitando alla fermata un distanziamento inferiore al metro e avendo cura che gli alunni salgano sul mezzo in maniera ordinata, facendo salire il secondo passeggero dopo che il primo si sia seduto.

La discesa avverrà uno per uno, evitando contatti ravvicinati: prima i ragazzi vicino alle uscite, mentre gli altri avranno cura di non alzarsi dal proprio posto se non quando il passeggero precedente sia sceso.

Nessuno dovrà sedere nel posto disponibile vicino al conducente (se esistente).

Il conducente dovrà indossare i dispositivi di protezione individuale.

Gli alunni trasportati eviteranno di avvicinarsi o di chiedere informazioni al conducente.

Al momento della salita sullo scuolabus e durante il viaggio gli alunni indosseranno una mascherina di comunità, per la protezione del naso e della bocca.

La disposizione non si applica agli alunni di età inferiore ai sei anni e agli studenti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo di mascherine.

In questi casi gli operatori del trasporto scolastico addetti all’assistenza dovranno usare ulteriori dispositivi qualora non sia sempre possibile garantire il distanziamento fisico dallo studente.

L’operatore potrà usare, oltre alla mascherina chirurgica, guanti in nitrile e dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose.

Marker segnaposto a bordo per la distribuzione degli alunni a bordo.

Consentito un coefficiente di riempimento dei mezzi non superiore all’80% dei posti consentiti dalla carta di circolazione dei mezzi (un limite che potrà essere superato, arrivando quasi al 100%, installando separazioni removibili, tra i sedili).

È consentita la capienza massima del mezzo di trasporto scolastico nel caso in cui la permanenza degli alunni nel mezzo per percorsi non superiori ai 15 minuti.

In questo caso dovrà essere quotidianamente programmato l’itinerario casa-scuola- casa, «in relazione agli alunni iscritti al servizio di trasporto scolastico dedicato, avendo cura che lo stesso itinerario consenta la massima capacità di riempimento del mezzo per un tempo massimo di 15 minuti».

Il Comune in presenza di criticità rispetto al numero di mezzi del trasporto scolastico dedicato, in presenza di un elevato numero di studenti iscritti al servizio, potrà determinare fasce orarie del trasporto, non oltre le due ore antecedenti l’ingresso usuale a scuola e un’ora successiva all’orario di uscita previsto.

Possibile un temporaneo non rispetto del distanziamento per alunni in difficoltà, come ad esempio sopravvenuto malessere, ad esclusione di sintomatologia Covid-19 o presenza di disabilità o che manifestino necessità di prossimità.

Dubbi

Se sarà complicato rimettere in classe tutti gli studenti, rischia di essere ancora più difficile farceli rimanere. Nelle linee guida sono contenute le indicazioni del Comitato tecnico-scientifico della Protezione civile, che sulla questione delle condizioni di salute per andare a scuola, sono molto chiare: non solo bisogna non aver incontrato persone positive al Covid nei 14 giorni precedenti né essere stati in isolamento.

Si deve stare a casa se si ha più di 37.5 di febbre o una «sintomatologia respiratoria».

Fuor di linguaggio tecnico: non si può andare a scuola se si ha la tosse o il raffreddore.

Non solo, nel caso l’alunno abbia avuto questi sintomi deve restare a casa per tre giorni.

È vero che le scuole potranno avvalersi di un medico per tutte le emergenze, ma queste riguardano più i casi di contagio che non le normali influenze o infiammazioni della gola che affliggono i bambini specialmente durante l’inverno.

Chi controllerà allora?

Il Cts esplicitamente spiega che «si demanda alla responsabilità individuale rispetto allo stato di salute proprio e dei minori».

Buon anno scolastico

Michela Turzi

Foto di Alexandra_Koch da Pixabay

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