sonno nei bambini
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sonno nei bambini: consigli di una mamma

Il sonno è fondamentale, per questo diventa importante insegnare ai  vostri piccoli ad addormentarsi.

Ingredienti: pazienza, dolcezza e fermezza.

In merito al sonno dei miei bambini ho peccato in tutto, soprattutto ad assecondare ogni richiesta.

Con il primogenito ho vissuto il periodo in cui prendeva sonno nel passeggino e così facevo il girotondo in sala, il periodo che voleva stare all’aria aperta e via avanti e indietro con il passeggino sul terrazzo di casa, il periodo di odio per i passeggini, mi sono ritrovata a percorrere km e km in casa per addormentarlo cullando in braccio.

Ho intonato, dapprima ninne nanna, poi ho utilizzato CD musicali, ho sperimentato il rumore bianco (white noise), un suono di ampiezza costante in tutta la sua gamma di frequenze udibili, ad esempio il rumore della pioggia, quello del fon acceso o delle onde del mare, l’aspirapolvere e il ventilatore che aiutano i bambini a prendere sonno.

In commercio esistono dei riproduttori di suoni bianchi, oppure ci sono applicazioni da scaricare sul cellulare).

Ho provato la luce accesa, spenta, soffusa, ho tappezzato interamente tutto il soffitto della cameretta di stelle adesive fluoriscenti che si illuminano al buio.

Lo ammetto, ho fatto anche km in auto solo ed esclusivamente per farlo addormentare.

Unico errore che non ho commesso è stato quello di portarlo con noi nel lettone.

Purtroppo o per fortuna non riesco proprio a dormire e riposare con i bimbi nel lettone matrimoniale.

CO-SLEEPING (dormire insieme figlio e genitori)

Personalmente sono contraria al metodo Sears, Secondo William Sears il co-sleeping aiuta a creare e a mantenere solido il legame tra genitori e figli.

Portare i piccoli nel lettone è un desiderio di mamma e papà (per evitare di alzarsi per andare dal piccolo che può richiedere di essere allattato…etc), non della necessità del bambino, spiega la psicologa dello sviluppo Anna Oliverio Ferraris, il sonno condiviso aumenta il rischio di morte per soffocamento meccanico (asfissiati dalle coperte o perchè vengono schiacciati da un adulto) e rischio di sindrome della morte in culla (SIDS-ovvero sudden infant death syndrome).

L’ideale sarebbe che fin dalla nascita il neonato dormisse nella sua culla, anche se in camera dei genitori, finché il bambino si sveglia la notte ed ha bisogno di essere accudito e allattato, averlo vicino è la soluzione più pratica per i genitori. Crescendo proviamo a spostare il lettino nella sua cameretta.

NEONATI

Per 9 mesi nella pancia di mamma, sono rannicchiati, fasciati dalle pareti uterine, anche fuori dalla pancia per altri 9 mesi, continuiamo a farli sentire avvolti, abbracciati. Come?

Avvolgiamoli in un lenzuolino o copertina.

Sempre avvolti, non ancora completamente addormentati, adagiamo i piccoli nella loro culla e lettino, magari rimaniamo con loro, accarezzando la schiena, la manina.

Sussurriamo: Ssshhhh, ssssshhh, ricorda il suono prodotto dal sangue che scorre nell’aorta ad ogni battito cardiaco della madre.

In alternativa, potreste anche usare dei cd o mp3 che riproducono questi suoni nell’utero.

Se usa il ciuccio, lasciamoli pure succhiare, la suzione è calmante.

La posizione consigliata per la nanna è sdraiati a pancia su, importante per la prevenzione della SIDS.

Però il mio bimbo aveva la plagiocefalia (vedi articolo specifico), così avevo comprato un cuscino apposito per farlo rimanere sul fianco.

Questo cuscino l’ho usato anche con le altre due mie figlie, anche se non avevano nessun problema rispetto alla testa piatta, ma mi sono sempre preoccupata di possibili rigurgiti notturni.

Potete anche posizionare un cuscino o una copertina sotto il materasso, da un lato, in modo che il busto del bimbo sia in corrispondenza della parte inclinata del materasso.

DISTINZIONE TRA PISOLINO E NANNA

I bambini devono imparare a distinguere il giorno dalla notte.

Durante il giorno vanno messi a dormire in un luogo tranquillo, ma non buio e non silenzioso, si può lasciare un po’ la persiana aperta e la porta della camera aperta in modo che durante il pisolino egli avverta i rumori delle normali attività quotidiane che avvengono in casa.

La sera, un’ora prima di dormire, tutta la casa si spegne lentamente, i rumori si attutiscono, le luci diventano più fioche e le attività eccitanti e agitate cedono il passo ad attività più tranquille e silenziose.

Un’ora prima di andare a dormire ha inizio un vero e proprio rito della buonanotte.

ROUTINE NOTTURNA

Dovete scegliere un rituale e ripeterlo sempre nello stesso modo, così il bambino sa cosa aspettarsi, è sereno e non avrà richieste particolari che vanno al di là del rituale concordato con il genitore.

Ad esempio, può essere:

  • Cena;
  • Gioco tranquillo;
  • Cartone preferito in TV (mai usare il cellulare o guardare la tv, un’ora prima di chiudere gli occhi.

Il rischio è, infatti, di avere un sonno disturbato. È stato anche dimostrato che il sonno insufficiente è legato alla compromissione delle risposte immunitarie, alla depressione, all’ansia e all’obesità sia nei bambini sia negli adolescenti).

  • Bagnetto;
  • Pigiama;
  • Latte;
  • Camomilla;

Attenzione a quest’ultima, ciò che non tutti sanno è che, per sprigionare tutto il suo potere calmante e rilassante, il tempo di infusione non deve superare i 2-3 minuti, bisogna stare bene attenti a togliere dall’acqua bollente i fiori della pianta prima che passi quel breve lasso di tempo.

In caso contrario ecco che otterremo l’effetto opposto! Basterà lasciare i fiori della pianta in infusione per un tempo superiore ai 3 minuti e la bevanda risultante avrà un effetto eccitante maggiore di te e caffè)

  • Racconto di una fiaba

Mantieni un tono di voce calmo e pacato che infonda tranquillità nel bambino.

Quando metti a letto il bambino per farlo addormentare, la stanzetta deve essere nella penombra.

La temperatura ideale per far addormentare i bambini è dai 20 ai 23 gradi: né fredda né troppo calda.

Ottima l’idea di far trovare nel lettino del bambino il suo pupazzo della nanna, e/o un oggetto con l’odore dei genitori.

FERMEZZA

Valuta attentamente come rispondere alle sue richieste.

Se assecondi tutto, gli dimostri che i suoi comportamenti sono il modo più efficace per ottenere ciò che desidera, cioè non dormire.

Dopo il rituale, dopo la fiaba, dopo la buonanotte, date sempre un bacio e una carezza.

Lasciate la cameretta, lasciando una lucina notturna accesa.

Il bambino, senza di voi, nella sua camera potrebbe piangere, in questo caso cerca di far passare 5-10 secondi prima di intervenire, rientra nella stanza del bambino (non accendere la luce) per mostrargli che non lo hai abbandonato, accarezzalo, tranquillizzalo con la voce ma poi  non restare con lui.

Se il bambino chiama ancora puoi tornare al suo lettino dopo averlo lasciato piangere un po’ più a lungo, aumentando gradualmente il tempo di attesa, finché poco alla volta riuscirà a dormire tranquillo.

INCUBI NEL SONNO

I sogni permettono di elaborare quello che avviene durante il giorno e, spesso, se c’è qualche preoccupazione, essa può emergere sotto forma di incubi durante la notte, dai 3 ai 6 anni si presentano con maggiore intensità.

Gli incubi notturni nei bambini possono rivelare uno stato di ansia che, magari, essi tendono a reprimere durante il giorno.

Oppure, gli incubi notturni possono celare una forte rabbia nel piccolo, che tende a reprimere nella quotidianità.

E’ molto importante, dunque, cercare di capire quali momenti di complessità sono nascosti dietro a questo comportamento, per aiutare i bambini a farvi fronte.

Il bambino fino a 4 anni invece, è incapace di distinguere i sogni dalla realtà e quindi può richiedere a gran voce la vostra presenza durante la fase di addormentamento per essere rassicurato.

Anche se può essere faticoso, è molto importante aiutarlo in questa fase, soprattutto per il suo sviluppo psicologico.

Non sottovalutate mai o svilite le sue paure, che sono reali, e nemmeno ditegli che ormai è grande per avere paura, non sarebbe corretto né onesto raccontargli bugie su una cosa tanto normale.

Ditegli che ora chiamerete la fatina magica dei sogni, che allontanerà tutti quelli brutti dal suo lettino e dalla sua notte.

Per tranquillizzarlo portatelo in braccio per la casa, dategli un senso di protezione e sicurezza, dimostrategli che tutte le porte sono chiuse e non ci sono pericoli.

La mattina dopo, invitatelo a parlare con voi dei suoi mostri notturni e magari a disegnarli, per poi buttar via quel foglio che raffigura questi cattivoni!

Questo gli permetterà un’elaborazione psicologica importante attraverso un solo semplice disegno

ORE DI SONNO

Nei primi 2-3 mesi di vita un bambino dovrebbe dormire tra le 12 e le 20 ore, quindi si ha una media di circa 16-17 ore giornaliere.

Come mai i bambini dormono così tanto? Il sonno ha diverse funzioni, nel bambino contribuisce alla maturazione del cervello e durante il riposo vengono prodotti degli ormoni fondamentali per la crescita del piccolo.

Durante le ore di sonno dei bambini si consolidano le informazioni ricevute durante il giorno e si apprende. L’elevato numero di ore di sonno è quindi parallelo all’intensa crescita che si verifica nei primi anni di vita dell’uomo.

Man mano che cresce si riducono le ore:

  • 1 a 3 anni, 12-14 ore nelle 24 ore;
  • 3 a 5 anni, 11-13 ore di sonno nelle 24 ore;
  • 5 a 12 anni, 10-11 ore di sonno a notte. Per esempio, la sveglia suona alle 7.00, si dovrà andare a letto non più tardi delle 21.00;
  • Dai 12 anni, 9 ore di sonno per notte;

SPUNTI DI LETTURA

  • Fate la nanna di Eduard Estivill e Silvia De Béjar
  • Il Linguaggio segreto dei neonati di Tracy Hogg
  • Bambini capricciosi di William Sears
  • Sono qui con te di Elena Balsamo

Ma ci sono tanti altri libri…

Buon riposo a tutti, piccoli e grandi.

Michela Turzi

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