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SPORT IDEALE IN BASE ALL’ETA’

“L’American Academy of Pediatrics raccomanda almeno 30-60 minuti di attività fisica al giorno”, spiegano,

“per prevenire l’obesità e contribuire, attraverso un aumento del dispendio energetico, a ridurre la massa grassa e ad aumentare quella magra, a sviluppare un corretto sviluppo osseo e a migliorare la sensibilità all’insulina oltre che ad assicurare benefici psicologici”.

La scelta dello sport dovrebbe essere il frutto di un compromesso tra le esigenze fisiologiche del bambino, le sue inclinazioni e le esigenze dei genitori.

Psicomotricità

Per i bambini 2-6 anni prima di intraprendere altre discipline sportive.

E’ una disciplina sviluppata in Francia da Bernard Aucouturier e André Lapierre.

Con il termine psicomotricità si intende valorizzare la sinergia tra esperienza corporea ed immagine mentale, tra azione e mondo interiore, tra atto ed intenzionalità, considerando l’individuo in un’ottica di integrazione tra gli elementi esperienziali, emozionali ed intellettivi.

I neuropsichiatri infantili la consigliano come terapia per bambini con disabilità o ritardi dello sviluppo e bambini con sindromi.

I bambini esprimono le loro emozioni e le loro paure attraverso il corpo e questo è il tramite essenziale attraverso cui manifestano anche i contenuti della mente e della psiche

dice Andrea Bonifacio, presidente dell’Associazione Nazionale Unitaria Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva Italiani  (Anupi), l’associazione che rappresenta i professionisti che si occupano di psicomotricità sia educativa che terapeutica.

La qualifica ovviamente non basta per fare un buon psicomotricista. “Lo psicomotricista  dovrà essere in grado di instaurare con i bambini un rapporto di empatia, senza giudicare ma accogliendo l’individualità del bambino. Si metterà sullo stesso piano dei bambini (solitamente veste in tuta, si rotola per terra), li rassicura e comunica con loro, ascolta i loro bisogni. Aiuta così i bambini a individuare le proprie capacità, a trovare una propria identità e a sviluppare armonicamente la propria personalità,” spiega Bonifacio.

Inoltre, la lezione dovrà tenersi in uno spazio attrezzato con cuscinoni, materassi, materiali per travestimenti, palle; oltre ad avere una zona dedicata alla creatività, attrezzata per disegnare, fare costruzioni, manipolazione.

Nuoto.

I corsi iniziano da 3 anni, l’attività agonistica da 8.

Aiuta la coordinazione e migliora la sicurezza in acqua, secondo i dati della Federazione Italiana Nuoto, negli ultimi 20 anni gli incidenti mortali in acque libere sono scesi del 70% proprio grazie alle attività della scuola nuoto.

L’acqua toglie l’effetto peso e non si rischiano traumi.

Sport simmetrico.

Ciclismo

Come attività ludica è adatta da 4 anni, attività agonistica da 12 anni.

Stimola coordinazione, equilibrio, l’autostima, la capacità di risolvere situazioni nuove e affrontare problemi.

Insegna a rispettare le regole della strada.

Sport asimmetrico perché predilige gli arti inferiori.

Pattinaggio

È adatto dai 5-6 anni, attività agonistica non prima dei 7 anni. Promuove l’equilibrio, coordinazione, e la socializzazione.

Così come il ciclismo migliora l’equilibrio e la coordinazione dei movimenti.

Trattandosi di uno sport asimmetrico, richiede la pratica di un’altra attività come ad esempio la ginnastica.

Atletica leggera

Attività agonistica si può iniziare da 16 anni.

Da 6-8 anni, solo sotto forma di gioco, perché il bambino non tollera carichi e sforzi prolungati.

L’atletica leggera richiede sia capacità di coordinazione neuro-muscolare sia capacità metaboliche, che prima di una certa età non sono ancora sviluppate. “Nell’organismo dei bambini manca un enzima, il PFK, per metabolizzare gli zuccheri atti a fornire pronta energia per attività di elevata intensità. Perciò, metabolicamente l’organismo di un bambino non è preparato a sostenere un certo ritmo e una certa intensità” spiega la dottoressa Maggio.

Fino all’adolescenza, quindi, si può parlare solo di pre-atletica, che ancora una volta è ottima per arricchire il bagaglio di esperienze motorie.

Calcetto

Per l’attività agonistica meglio da 12-13 anni.

A partire dai 7-8 anni. Come tutti gli sport di squadra, prima il bambino è troppo piccolo per capire le regole del gioco.

Quello che si pratica prima è di solito il mini calcio, in un campo ridotto, con porte più piccole e senza ruoli. Migliora la capacità respiratoria e favorisce lo sviluppo dello spirito di squadra.

Favorisce la coordinazione e sviluppa velocità e resistenza, ma privilegia gli arti inferiori e può stimolare una competizione esasperata.

Rugby

Si tratta di uno sport di contatto che i bambini possono iniziare a praticare a partire dai 7-8 anni in grado di favorire lo sviluppo di tutta la muscolatura del corpo e la coordinazione dei movimenti e che insegna il rispetto dell’avversario e delle regole.

Basket e pallavolo

L’attività agonistica si può fare da 12-13 anni.

Sono considerati “sport di situazione” come il calcio e per questo si possono cominciare verso i 7-8 anni purché si tratti di corsi specifici per bambini, che prendono il nome di minibasket e minivolley.

“Non prima, perché non è facile apprendere il gesto atletico specifico, non hanno ancora sviluppato la coordinazione neuro-muscolare e le capacità condizionali necessarie” suggerisce l’esperta.

Sono attività complete, che fanno lavorare sia le gambe che la parte superiore del corpo, i muscoli paravertebrali e gli addominali.

Stimolano lo spirito di gruppo e sviluppano precisione e abilità.

Tennis e scherma

L’attività agonistica per il tennis è consigliata da 10 anni, per la scherma da 8 anni.

Sono sport che richiedono capacità tattiche che il bambino piccolo non possiede ancora.

Inoltre, sono sport asimmetrici, perché fanno lavorare solo alcune parti del corpo, in particolare uno degli arti superiori.

“I corsi possono iniziare dai 7-8 anni ma in questo caso più che mai è fondamentale che si faccia prima della preparazione generica in modo da riequilibrare la simmetria dell’allenamento e poi si apprenda la tecnica” raccomanda l’esperta della Sip.

Due sport che sviluppano molto concentrazione e disciplina.

Karate e Judo

L’attività agonistica è indicata per il karate da 11 anni, per il judo da 14 anni.

Soprattutto il karate, richiede una coordinazione neuromotoria che al di sotto di una certa età è poco sviluppata.

La pratica delle arti marziali (in particolare del judo), inoltre, necessita di una certa forza, che comincia a svilupparsi solo verso gli 8-9 anni, per poi completarsi negli anni successivi.

“Sono sport utili sia ai bambini più timidi e insicuri perché infondono fiducia nelle proprie capacità, sia a quelli più vivaci perché insegnano a controllare la propria aggressività” sottolinea Maggio.

Danza

Tantissimi i benefici e i vantaggi offerti dalla danza, una vera e propria arte da praticare a partire dai 4-5 anni e in grado di favorire lo sviluppo armonico del corpo.

La danza è disciplina, armonia, permette di esprimersi e comunicare attraverso i movimenti del corpo, aiuta ad acquisire una postura corretta e sviluppa anche la musicalità.

Arrampicata

A partire dai 4 anni e che tonifica i muscoli e permette di rafforzare la forza fisica e la capacità di concentrazione. L’importante è svolgerla sempre sotto gli occhi attenti di un istruttore.

Buon movimento!

Michela Turzi

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