CRESCITA,  MAMMA

SVEZZAMENTO

Lo svezzamento, ovvero il passaggio da un’alimentazione esclusivamente lattea a un’alimentazione semi-solida deve essere fatto con i giusti tempi.
Introducete alimenti diversi dal latte non prima del quarto mese, poiché l’apparato digerente del bambino non è ancora maturo, ma non superate il sesto, perché il latte non soddisfa più interamente il suo fabbisogno nutrizionale.
Le più importanti organizzazioni sanitarie mondiali, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Fondo per l’Infanzia dell’ONU (UNICEF), considerano il latte umano l’alimento ideale per i bambini fino a 6 mesi di vita, non è quindi opportuno iniziare lo svezzamento prima della fine del 6° mese.
Il bambino prima di questa età non è fisiologicamente portato ad assumere cibi solidi.

Tempi:
6 mesi, si è completata la maturazione intestinale e lo sviluppo neurologico consente di masticare, afferrare e deglutire in maniera efficace. A questa età la maggior parte dei bambini è in grado di restare seduto con il giusto appoggio e di assumere alimenti da un cucchiaino.
8 mesi, da qui in poi il bambino sviluppa capacità di masticazione e schiacciamento lateralmente di cibi più voluminosi.
10-12 mesi, il bambino riesce a portare autonomamente il cibo alla bocca, riesce a bere utilizzando una tazza afferrandola con entrambe le mani e mangiare gran parte del cibo che mangia la famiglia.

L’ESPGHAN (European Society for Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition) raccomanda di introdurre gli alimenti uno alla volta, così da abituare in modo graduale il bimbo ai nuovi sapori, dandogli il tempo di assimilarli e riconoscerli, permettendo di identificare le cause di eventuali intolleranze o reazioni allergiche.
È quindi consigliato di non mischiare troppi gusti e alimenti nella fase iniziale dello svezzamento, cercando di inserire un alimento alla volta, proponendolo anche in diversi modi ed in maniera ravvicinata.

È fondamentale che la metà dell’apporto nutrizionale totale del bambino continui ad essere introdotto mediante latte materno o, in mancanza di questo, da latte artificiale di proseguimento, questo anche a svezzamento concluso, almeno fino all’anno di vita consigliando di proseguire fino ai due anni.

COME INIZIARE
Sostituite la poppata delle 12:00 con una pappa con brodo vegetale.
A metà mattina o nel pomeriggio, omogeneizzato di mela o pera.
La cena è consigliato introdurla il mese successivo.
Non siate rigidi sulla quantità e orario della somministrazione dei pasti.
A volte è preferibile utilizzare un cucchiaio da minestra piuttosto che il cucchiaino, avvicinandolo alle labbra del bambino, che potrà gradualmente riconoscere il passaggio dalla suzione al cucchiaio.

COMPRARE OMOGENEIZZATI O LIOFILIZZATI?
Iofilizzati:
Nelle prime fasi dello svezzamento meglio preferire i liofilizzati (che non sono altro che carne cotta omogeneizzata ed essiccata con il metodo della liofilizzazione, cioè attraverso un processo di congelamento e di successiva disidratazione).
La frammentazione della carne molto minuta agevola la digestione in un periodo nel quale è ancora possibile avere una immaturità della funzione digestiva.
Tale procedimento mantiene inalterate le caratteristiche organolettiche del prodotto di partenza.
Omogenizzati:
la carne proveniente da zone lontane da fonti di inquinamento in allevamenti controllati e selezionati, viene cotta mediante getto di vapore surriscaldato e omogeneizzata sempre a ciclo chiuso.
Grazie a questo procedimento si ottiene una frammentazione più minuta della carne (fibre di 50-200 millesimi di millimetro), in questo modo aumenta notevolmente la superficie che l’alimento presenta all’attacco degli enzimi che devono digerirlo il recupero del brodo di cottura e con esso proteine e sali minerali.

COME SI PREPARA IL PRIMO BRODO VEGETALE
Mettere nella pentola a bollire:
acqua (1 litro)
verdure (una patata, una carota, una zucchina, 1 gambo di sedano).
Far bollire fino a quando il volume del liquido sarà diventato la metà, togliere le verdure ed utilizzare il solo brodo (circa 200 ml) per preparare la pappa. Non aggiungere sale.
Dopo circa un mese, potete iniziare ad introdurre anche altre verdure.
Il consiglio è di introdurre ogni settimana una nuova verdura, in modo da facilitare l’individuazione dell’alimento incriminato in caso di intolleranze.
Altre verdure che potete introdurre per la preparazione del brodo vegetale sono:
carciofi, fagiolini, piselli, spinaci, bietole, zucca, cipolla, finocchio e lattuga

CONSERVAZIONE
Il brodo vegetale può essere conservato in frigorifero dentro appositi contenitori ben chiusi per massimo 24 ore. Il consiglio è di prepararlo tutti i giorni (tempo permettendo).
All’inizio date il brodo solo a pranzo e dopo circa un mese dall’inizio dello svezzamento potete iniziate a darlo anche a cena.
Inizialmente nell’arco di 24 ore vi basteranno 2 porzioni di brodo.
Potete congelare il brodo nel freezer avendo cura di farlo raffreddare.
Dividete il tutto in porzioni, utilizzando appositi contenitori, tenete conto che una porzione di brodo si attesta intorno ai 130 /150 gr. circa.
Le verdure è sempre meglio congelarne a parte, anche queste in porzioni (potete utilizzare uno stampo per i cubetti di ghiaccio e poi ogni volta potete scongelare 3 o 4 cubetti per la pappa). Il brodo vegetale si conserva in freezer per circa 3 mesi. Quando dovete utilizzarlo, lasciatelo scongelare a temperatura ambiente o a bagnomaria.

• Crema di riso o farina di mais e tapioca, vanno aggiunte fino a far acquisire la giusta densità al pasto
(in genere 8-10g ogni 100 ml di liquido). Non necessitano di cottura.
A questa età devono essere escluse tutte le farine che contengono glutine, come le farine multi cereali ed il semolino di grano.
• Liofilizzato di carne di coniglio o agnello, sono le carni con minore potere allergizzante e vengono inserite per prime. Il bambino non è ancora abituato a sapori diversi dal latte, potrà quindi essere opportuno iniziare aggiungendone solo ½ vasetto (5 g) per poi, dopo qualche giorno, passare ad un intero vasetto da 10g.
• Olio extra vergine d’oliva, 1 cucchiaino (5 ml)
• Parmigiano reggiano, un cucchiaino

DOBBIAMO FRULLARE TUTTO?
Lasciate che i bambini mettano le mani nella pappa.
Numerosi pediatri sono dell’opinione che, nelle prime fasi dello svezzamento, il bambino vada lasciato libero di toccare il cibo con le mani, giocare con il cucchiaino, sporcarsi e macchiarsi liberamente.
I ricercatori dell’Università di Nottingham hanno scoperto che essere lasciati liberi di sperimentare sin dalla più tenera età trasforma i bambini in amanti della buona tavola.
I ricercatori Ellen Townsend e Nicola Pitchford hanno concluso che se da piccoli i bambini erano stati lasciati liberi di mangiare da soli, preferibilmente alimenti non frullati ma tritati in piccoli pezzi, una volta compiuti sei anni diventavano più consapevoli della buona tavola e amavano con maggiore probabilità pasta, pane, riso e meno esposti al rischio di diventare obesi o in sovrappeso.
Quelli che erano stati imboccati e avevano mangiato solo pappe frullate, invece, avevano una maggiore propensione a richiedere cibi dolci.
Secondo la Towsend ridurre tutto in frullato impedisce al bambino di apprezzare la consistenza del cibo e riduce il senso di sazietà e gratificazione che deriva dall’alimentazione.

NUOVE LINEE GUIDA
Le indicazioni riguardo lo svezzamento negli ultimi anni sono cambiate, non si parla più di calendario di introduzione degli alimenti o di restrizioni particolari.
Le pietanze devono essere bollite, cotte al forno o al vapore, povere di grassi animali e con materie prime sicure.
Non friggere, non usare burro a caldo.
Per condire e cucinare usare solo l’olio extravergine a crudo.
Non aggiungere sale da cucina (almeno fino all’anno d’età), perché è meglio non abituare il bambino al gusto salato.
Non usare né zucchero bianco né miele.
Non offrire frutti di mare; carni e pesci crudi; caffè, the o bevande a base alcolica.

COME ALTERNARE GLI ALIMENTI
Proteine:
carne
formaggio
prosciutto
pesce
uovo
legumi

La frequenza
carne: 3-4 volte alla settimana
pesce: 3-4 volte alla settimana
prosciutto cotto: 1 volta alla settimana
un uovo: una due-volte alla settimana
2 cucchiai di legumi passati: due-tre volte alla settimana
formaggio (30 grammi circa): due-tre volte alla settimana

Le proteine non vanno associate nello stesso piatto, quindi nella pappa non si può mettere, per esempio,
il formaggio se c’è già la carne. Si è osservato che un’alimentazione troppo proteica favorisce l’obesità.
Il bambino non deve essere forzato a mangiare quello che rifiuta. I suoi gusti devono essere rispettati.

FRUTTA
dal 4°-6° mese: mela, pera, banana
dall’8°-9° mese: prugna, albicocca, uva, pesca, kiwi
dal 12° mese: agrumi
dal 18°-24° mese: fragole, ciliegie, frutta secca

VERDURA
dal 4°-6° mese: patate, carote, erbette, zucchine, lattuga
dal 7°-8° mese: fagiolini, finocchi, spinaci, zucca
dall’8°- 9° mese: asparagi, cavoli, verze, carciofi
dal 10°-12° mese: cipolla, pomodori

CEREALI
dal 4° mese: crema di riso, di mais e tapioca, biscotti senza glutine
dal 6°-7° mese: semolino, pastina, biscottini con il glutine
dal 12° mese: pane, riso

LATTE E LATTICINI
dal 4°-6° mese: parmigiano, grana, crescenza, quartirolo, ricotta, mozzarella, scamorza, fontina, pecorino
dal 7°-8° mese: yogurt bianco e alla frutta (sono alla banana, mela, pera)
dal 12° mese: latte di mucca, yogurt alla frutta

CARNE
dal 4°-6° mese: agnello, cavallo, coniglio, manzo, pollo, tacchino, vitello
dal 7°-8° mese: prosciutto cotto
dal 12° mese: maiale

PESCE
dal 7°-8° mese: branzino, dentice, merluzzo, nasello, orata, salmone, sogliola, palombo, trota
dal 18°-24° mese: crostacei, molluschi

UOVO
dal 10° mese: solo il tuorlo
dal 12° mese: anche l’albume

Buona pappa!

Michela Turzi

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